Louis Michel Van Loo " Pigmalione al lavoro"(1730-1750)
Già quando la vidi entrare presentii quale sarebbe stato il gioco che avrei fatto con lei.
Penetrando attraverso quel brutto maglione logoro e sformato e quei pantaloni scuri di comune
fustagno,un occhio scaltro e amante di ogni genere di disvelamento v’avrebbe senz’altro scorto
quello che già v’avevo scorto io: un bel corpo giovane e ignaro di sé .
Mi salutò senz’alcuna civetteria e con una voce flebile bassa e cantilenosa da
bambina triste e scontenta.
Ci conoscevamo da poco e i mesi che erano trascorsi m’erano apparsi sufficienti
anche per odiare quanto bastava quell'assenza di stile e di consapevolezza femminea.
A che sarebbe servito infatti accondiscendere a quel suo mondo sciatto e rinunciatario ?
Quando la vidi entrare con un’andatura che ,gravando tutta sul sedere ,finiva per
rendersi lenta e pesante,un’immagine luminosa squarciò il grigiore del cielo
senza vento dei pensieri che m’aveva recato entrando nella mia stanza come
una brutta e inutile giornata.
Sorrisi.
Sorrisi a mè stesso e diedi il benvenuto all’Idea facendola accomodare
in ogni parte di me e,servendola umilmente e procurandole tutto quel
che le serviva ,esaudendo ogni suo desiderio e bisogno.
Sprofondata su una serie di cuscini azzurri del mio letto ,la luce dell'idea
mi fece Pigmalione interrogandomi sul come rendere quel bel corpo
femmineo da Galatea segretato in uno scialbo involucro , ben più cosciente di sé .
Così mi alzai dal letto sul quale giacevo da quando quel bruco di donna
era entrata e le andai incontro,seguendo un’immagine ed una voce
che diceva : “ Quando combatti una fede o una convinzione è come
quando tenti di rompere un vetro.Falle fare un bagno bollente e poi
un bagno gelido ! Lo specchio si romperà .
così ,giunto a pochi centimetri da Lei le mollai uno schiaffo,forte in pieno volto.
Si Fece d’improvviso buio
Ma , quando ripresi conoscenza, un liquido caldo e dolciastro colava dal mio naso sulle labbra.
Il mio naso sanguinava , non il suo !
Lei, immobile , era ancora quella di prima e Muta sorrideva.
Poi mi prese per mano ,mi condusse al tavolo da pranzo e si allontanò lasciandomi solo con un esercito sgangherato di pensieri.
Dentro di me pensavo :Ogni gesto può avere un doppio aspetto., certamente , ma quanti sensi sottendono ogni parola ?
Cosa fa di uno schiaffo in pieno volto altrui ora un gesto odioso e talaltra un colpo liberatorio ben dato al nostro specchio ?
D'un tratto Lei ricomparve.
Aveva smesso gli abiti logori e portava una mia vestaglia . Volle che la seguissi ma non parlò.
No so quanto tempo era passato .La sala da pranzo era magicamente apparecchiata in bianco candido,due candelabri a 3 candele ardevano ai due poli del tavolo e nei piatti fumava un brodo caldo.
Lei mi nutriva.
Bevvi così quel caldo brodo in un silenzio di ghiaccio.


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