Commenti alla poesia “Degli orizzonti che periscono” di Guglielmo Campione Premio poesia Citta di Castello 2019, tratta da “Epiphaino”, Testi latini e greci a cura di Mariano Grossi ,Universitas studiorum editore, Mantova 2018.


Liceo Classico musicale linguistico Cirillo Bari. 

Cattedra di Storia dell’arte : Prof.ssa Chiara Troccoli Previati.





 

 DEGLI ORIZZONTI CHE PERISCONO

 

 Ofthalmos

 seguiva da incomparabile distanza

 la cerulea striscia

 dipinta da tempo sul confine

 lì dove Gea e Urano giungevano al più alto affiatamento.

 Così chiese a Thumos :

“E’ solo mia sensazione

 veder svanire

 il confine all’orizzonte

 lì in fondo da sempre

 ma ora spento

 ghermito

 cancellato

 violato

 oltrepassato

 rotolato sul lato oscuro del pianeta ?”

 Ma Quello rispose:

 “Spento non è l’orizzonte

 violato non è il confine

svanito non è il sogno.

 Sono Io

 Che Te ho capovolto

 Ed ora

 Sono Io

 Quel che tu osservi.

 Svanisce il confine illusorio

 Ove non è più il rovescio del ricamo

 Che tu rifletti

 Ma l’accecante verità della trama!”

 

 

 

 

DE PEREUNTIBUS HORIZONTIBUS

 

Ex incredibili intervallo

caeruleam lineam pictam

iam diu in finibus

ubi Gaia Uranusque

maximam concordiam assequebantur

sequebatur Ophthalmus

quaesivitque ex Thymo:

“Est solum sensus meus quidam

finem elabentem in horizonte

illic in ima parte in perpetuum,

sed nunc

exstinctum,

adreptum,

deletum,

violatum,

excessum,

in planetae latus obscurum

devolutum

videre?”

At ille respondit:

“Exstinctus non est horizon,

violatus non est finis,

elapsum non est somnium.

Ego sum qui te supinavi et

nunc sum ille quem tu observas.

Fallax finis elabitur

ubi iam non est

contrarium acu picti

quod tu reverberas,

sed tramae caecans veritas!»

 

 

Περὶ τῶν ἀπολλυμένων ὁριζόντων.

 

Ὁ Ὀφθαλμὸς εἵπετο ἐξ ἀπαραβλήτου διαστήματος

τῷ ἀεροειδεῖ ἴχνει ὑποτετυπωμένῳ ἐκ πολλοῦ χρόνου

ἐν τῷ ὅρῳ ἐνθάδε ὅπου ἡ Γαῖα καὶ ὁ Οὐρανὸς

κατελάμβανον τὴν μεγίστην ὁμόνοιαν.

Ωὕτως ἠρώτησε τὸν Θυμόν:

"Μόνον ἐμαυτοῦ αἴσθησίς τίς ἐστι τὸ ἰδεῖν

ἀφανιζόμενον τὸν ὅρον ἐν τῷ ὁρίζοντι ἐκεῖ κάτω ἀεί,

ἀλλὰ νῦν ἀπεσβησμένον,

ἡρπασμένον,

διαγεγραμμένον,

διεφθαρμένον,

ὑπερβεβλημένον,

ἐπικεκυλισμένον

εἰς τὸν τοῦ πλάνητος σκοτεινὸν μέρον;"

Ἀλλ'Ἀυτὸς ἠμείψατο:

"Ἀπεσβησμένος οὐχ ὁ ὁρίζων ἐστί,

διεφθαρμένον οὐχ ὁ ὅρος ἐστίν,

ἠφανισμένον οὐχ ὁ ὄνειρός ἐστιν.

Ἐγώ εἰμι ὃς κατέστροφά σε

καὶ νῦν ἐγώ εἰμι ὃν σὺ σκοπεῖς.

Ἀφανίζεται ὁ ἀπατηλὸς ὅρος ὅπου οὐκέτι ἐστί

τὸ τοῦ ποικίλματος ἐνάντιον  ὃ σὺ ἀνταυγεῖς,

ἀλλ'ἡ τῆς συναφῆς τυφλοῦσα ἀλήθεια"



L'analisi di questa poesia, proposta alla lettura e all'interpretazione individuale degli alunni della V AM particolarmente sensibili, si inserisce in un percorso di riflessione sul tema riassunto dalla famosa espressione latina "Per aspera ad astra" corrispettivo laico di "per crucem ad lucem", che ha visto, unitamente a questa poesia, l'analisi di una scultura contemporanea e di un brano cantautorale.
In tempi difficili come questo di pandemia , un tempo di prova e di sacrifici, ho introdotto l'argomento ricordando loro quanto piacere si prova quando si raggiunge un obiettivo programmato e come questo possa anche essere ulteriormente superato, se si osserva la realta' da un punto di vista differente. per non stancarsi mai di procedere guardando alle difficolta' come ad un' opportunita'.

Chiara Troccoli Previati

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Questa poesia parla di come le  nostre scelte e le nostre azioni possano influenzare il nostro futuro.  Per l’autore, nessun tipo di sogno è irraggiungibile. basta solamente la costanza, la volontà e la determinazione per  realizzare ciò che si desidera e non bisogna mai essere troppo  superficiali e frettolosi, perché quando si crederà di essere arrivati  al punto di arrivo, in realtà poi ci si renderà conto che la strada è  ancora lunga e che non bisogna mai dare nulla per scontato. 

Martina Lopez  

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I versi di questa poesia esteriorizzano la profonda importanza  nell’ostinarsi a seguire i propri sogni e nel perseverare nel raggiungimento dei propri  obiettivi, dando importanza alle scelte intraprese nel presente che verranno poi riflesse nel  futuro di ciascuno. La chiave di tutto secondo il poeta consiste nel non abbattersi, ma piuttosto affrontare la  quotidianità senza frivolezza e soprattutto senza la giusta dote di riflessione, perchè in un  futuro che con il tempo diventa sempre meno lontano, comprenderemo e rimpiangeremo ciò  per cui non abbiamo lottato abbastanza e ciò che invece abbiamo dato per scontato.

Anita Caggianelli 

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La profondità di questa poesia si  concentra, attraverso diverse immagini, che la nostra vita  e il raggiungimento di tutti gli obiettivi che ci prefiggiamo  in questa, dipendono per tutto il tempo dalle nostre scelte  concrete, da tutto ciò che attivamente facciamo per  guadagnare i nostri traguardi e soprattutto raggiungerli  all’orizzonte di cui parla il poeta.Il problema, però, nasce  nel momento in cui non vogliamo combattere contro le numerose insidie della vita e decidiamo di limitarci ad un  lavoro più approssimativo e superficiale che inizialmente  può darci l’impressione di aver raggiunto l’orizzonte, ma  quel confine illusorio prima o poi svanirà ed è lì che  realmente vedremo l’”accecante verità della trama”, cioè  la rivelazione della vita per come è. ciò significa che  avremo già perso il tempo per poter recuperare tutto ciò  che abbiamo lasciato e dato per scontato o semplice  insieme a tutto ciò che non abbiamo fatto o lottato per  guadagnarcelo.

Gaetano Fanelli

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La poesia scritta da Guglielmo Campione è una metafora della vita. 

Il poeta paragona il futuro all’orizzonte dove si intravedevano i propri sogni e speranze.

L’orizzonte pian piano svanisce lasciando degli interrogativi.

Rimane l’accecante verità della realtà.


Giuseppe Fraddosio

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 Secondo me questa poesia fa riferimento ad un concetto di “azione-reazione”. Tutto quello che facciamo deve servire per arrivare al nostro obbiettivo, tutto sta nel saper prendere le decisioni giuste anche quando la situazione è difficile fino ad arrivare “all’orizzonte”.

Il problema si crea quando iniziamo a prendere decisioni sbagliate perché qualcuno ci coinvolge in modo inopportuno o siamo noi che pian piano ci abbattiamo e quindi non siamo più costanti.

Arriverà il momento in cui si capirà che prendere volontariamente decisioni sbagliate ci ha portato su un’altra strada che è ancora più insidiosa e lì capiremo che potevamo evitare di sbagliare, perché ora rimetterci sulla buona strada richiederà ancora più tempo.

Sta a noi scegliere la nostra strada e come intraprenderla con l’obbiettivo di arrivare in cima e scrutare  l’orizzonte.

Alessandra Bellomo

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Questa poesia di Guglielmo Campione fa riflettere sulla vita e sul raggiungimento degli obiettivi. L’autore vuole farci intendere che essi saranno solo frutto delle nostre scelte, nei nostri sforzi, del nostro presente che si rifletterà sul futuro e non bisognerà mai essere superficiali, perché nel momento in cui penseremo di essere arrivati al punto d’arrivo, all’orizzonte, esso svanirà e solo lì ci renderemo conto che in realtà la strada è ancora lunga e l’orizzonte è ancora lontano. 

 Martina D'aluisio

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Dopo aver letto più volte queste brevi righe, posso dedurre  che l'intento di Campione era quello di farci comprendere che la “trama della nostra vita” si  baserà su tutte le scelte, su tutti i sacrifici, su tutti i problemi e gli ostacoli risolti; il  futuro di ognuno di noi è lo specchio del nostro presente. lui parla anche di sogni,  come se non ci fossero sogni inarrivabili, bisogna solo applicare perseveranza,  studio e caparbietà; queste sono le chiavi del nostro successo.

Lorenzo Loconte

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In questa poesia Guglielmo Campione, vuole farci capire come le nostre decisioni influiscano sul nostro futuro; Guglielmo dice anche che non esistono dei sogni irraggiungibili, anzi, per arrivarci c’è bisogno di volontà, studio perché questo segnerà il nostro futuro e la strada che percorreremo. potrà anche essere difficile ed insidiosa, ma solo lì capiremo di aver sbagliato, cercando di raggiungere la strada giusta, facendoci capire di non aver lottato abbastanza per i nostri obiettivi e avendoli dato per scontato.

Martina Cassano

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E’ incredibile quanto l’arte riesca in poco tempo a farci arrivare dei  significati talmente forti, importanti attraverso i mezzi che essa ha a  disposizione. 

L’immaginazione dell’arte scultorea, le parole di una poesia, la melodia  di una canzone. 

Le tre opere di cui parlerò adesso sono tutte accomunate dallo stesso  significato che mi permetto di riassumere in poche righe: affrontare la  vita così com’è, così come si presenta, con i suoi lati positivi e negativi  e fare tesoro di entrambi, soprattutto di quelli negativi, perché sono  quelli che ci rimangono di più. non abbattersi, non fermarsi al primo  ostacolo che si pone di mezzo al nostro cammino ma al contrario,  andare avanti perché solo con sudore e fatica si possono raggiungere  grandi risultati, magari anche quelli che noi sognavamo soltanto. riporto alcune frasi che mi hanno colpito di più della canzone “senza  monito (con affetto)” di Troccoli: 

“Sarà proprio il trampolino di lancio  

e capire che il mondo va affrontato” 

“cercare sempre di essere migliori” 

“scoprire di non essere affogato” 

Frasi allusive, a tratti forti accompagnate da una melodia grintosa che  vuole incitare, vuole far prendere coraggio a chi l’ascolta. lo stesso la poesia “degli orizzonti che periscono” da “Epiphaino” di  Guglielmo Campione, dalla quale traggo gli ultimi versi che cambiano  totalmente la visione della poesia stessa: 

“Sono io 

che te ho capovolto 

ed ora 

sono io 

quel che tu osservi. 

svanisce il confine illusorio 

ove non è più il rovescio del ricambio 

che tu rifletti 

ma l’accecante verità della trama!” 

In poche parole Campione vuole comunicarci di non fermarci a quello che noi  vediamo poiché anche ciò che ai nostri occhi si dimostra negativo in  realtà può essere visto da una prospettiva diversa, che può rivelarsi  come un’opportunità per conoscere la verità. 

Domenico Lombardi 


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Questa poesia fa riflettere sulla vita e sul raggiungere i determinati obiettivi. 

L’autore vorrebbe farci presente che gli obiettivi da raggiungere, saranno solo frutto delle nostre scelte,  dei nostri sforza, di ciò che facciamo ora e che ci servirà in futuro. 

Non bisogna essere superficiali e non bisogna mai pensare di essere arrivati all’obbiettivo, perché è  proprio lì che crolla tutto, bisogna sempre continuare e migliorare perché la salita è ancora lunga .

Davide Orofino

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La poesia tratta dalla raccolta Epiphaino “Degli orizzonti che periscono”, scritta dallo psichiatra Guglielmo Campione parla di come i nostri sogni possono essere realizzati se solo ci crediamo realmente, senza  mollare mai, con costanza e determinazione perché quando crederemo di essere arrivati al nostro  obbiettivo ci rendiamo conto che non siamo ancora giunti all’orizzonte, che la strada è ancora lunga.  crederci fino in fondo è la chiave del successo. 

Damiano Minenna 

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La poesia intitolata “Degli orizzonti che periscono” credo contenga nel suo titolo gran parte del proprio significato. gli orizzonti a cui il poeta fa riferimento sono la terra ed il cielo che si incontrano, e pare che quel punto di intersezione tra i due segni la fine di qualcosa, ma poi questo è infinito. i dubbi che sorgono a thumos sono normali, perché sembra che davvero guardando la linea d’orizzonte tra maree cielo tutto finisca. al tempo stesso colui che risponde ha ragione in quanto noi pensiamo che finisca, e che non ci sia più nulla; noi crediamo che un sogno possa finire o che un confine delimiti qualcosa anche quando la terra continua il suo cammino naturale. siamo noi che decidiamo cosa guardare, e quel confine, quella linea che crediamo delimiti tutto è solo una nostra illusione che dobbiamo abbattere.

Andrea Lupelli

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Chiara Troccoli Previati è nata a Bari nel 1958. 

Studiosa e critica d’arte, insegna Storia dell’arte nei licei e, dal 2008, Storia dell’arte cristiana presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Odegitria” della Facoltà Teologica Pugliese di Bari. È autrice di saggi di storia della fotografia e di arte sacra. 

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