FUORI TERRA :NON SCORDARE LA FISARMONICA di Mariella Procaccio: recensione di Guglielmo Campione.


 

"Itaca, terra mia!

Vedo lo speco

e l’opaco di fronde antro ridente

ove sgozzai sui fumiganti altari

capre alle Ninfe; ed ecco l’alto Nérito

monte, e il porto di Fórcine, e il fronzuto

olivo torto che gli sorge in cima.

Soltanto Ulisse è un altro Ulisse, ormai!

Vecchio, canuto ed acciaccato, curvo

sopra un bastone, con gli occhi cerchiati,

torna l’Eroe. 

Gran trionfo, nei lunghi,

brulli, nebbiosi e desolati inverni

sognato, in mezzo ai taciturni Eroi

giacenti al freddo nelle notti ete

rne!"


Fuori Terra, prima opera letteraria di Mariella Procaccio, ě un libro che dà una rappresentazione intensamente femminile del  Nostos, del sentimento della lontananza dalla propria Terra.

Per questo, ho voluto far aprire questa mia recensione con la celebre citazione del ritorno di Ulisse a Itaca dall'Odissea, il Poema del nostos. 

La scrittura di Mariella Procaccio ě una scrittura emozionale, rievocativa, precisa, attenta ai dettagli  emotivamente concreti e concretamente emotivi che son quelli sotto cui si celano i fatti veramente importanti i segreti, i sentimenti. 

Sono i dettagli infatti  che cambiano il corso della Storia e del pensiero. Sono i dettagli che descrivono la psicologia dei personaggi.


Il Libro ě una macchina magica del tempo che funziona grazie alla chiave dei dettagli : solo cosi possono infatti rivivere le relazioni, i costumi,i valori culturali familiari, ,le emozioni, i sentimenti, in altre parole la microstoria quella che fanno quotidianamente gli umani e non appare sui libri di storia.


Sul palcoscenico del Teatro di FUORI TERRA, c' ě una famiglia italiana degli anni 60 che vive il dramma dello sradicamento dolente ma anche gravido di speranze dalla propria cultura. Fuori Terra appartiene interamente alla tradizione non solo letteraria del neo realismo da questo punto di vista. 

Tornano cosí alla memoria i mille viaggi fatti in treno,verso il sud,  le mille storie raccontate di notte da un’ umanită dolente ma autentica che tra un tarallo e un ricordo scambiava davvero i propri mondi. Una condivisione cha manca incredibilmente oggi nella galera tecnologica dei social e negli odierni noiosi e asettici viaggi aerei.

Maria, la piccola protagonista ě timida ma curiosa di quella curiosită che Melania Klein grandissima analista inglese chiamò ISTINTO EPISTEMOFILICO del bambino e che ě la base dell amore per il sapere, la cultura, la conoscenza scientifica  filosofica letteraria e psicologica.


Io credo che la  scrittura di Mariella Procaccio sia una scrittura molto intima ma anche una  donazione di sě coraggiosa e generosa nel momento in cui sceglie l’autobiografia come genere letterario raro e in controtendenza oggi ai noir, ai soliti cryme o alla subcultura di falsità e fake news di influencers e false identită.

Diversamente dalle finte condivisioni che ci vengono ammannite dai vari social, tutti americani per altro, Fuori Terra rappresenta un esempio di autentica condivisione letteraria di valore di un'esperienza, quella del Nostos, universale e che oggi alla luce delle migrazioni puo diventare uno strumento di comprensione prezioso. 

Solo la verita nutre la mente, diceva W. R. Bion, mentre la menzogna e il segreto che incatena l'avvelenano. 

Gesù nel Vangelo di Giovanni dirà (8, 32): "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi. 


GUGLIELMO CAMPIONE


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Mariella Procaccio (1961), laureata in filosofia, è presidente dell’Associazione Circoli Virtuosi. Organizza eventi pluridisciplinari; promuove tè/caffè filosofici e presentazioni di autori. La sua attività principale sono i laboratori di lettura filosofica che porta nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle biblioteche, in carcere e in ogni luogo in cui è stato possibile realizzarli. L’autobiografia Fuori terra è la sua prima opera scritta.

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